Maša Žvelc

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Maša Žvelc

By |2018-10-15T18:33:50+00:00Agosto 21st, 2018|Membro del Mese|Commenti disabilitati su Maša Žvelc

Masa Zvelc, dottore di ricerca, è una psicoterapeuta integrativa e trainer e supervisore di psicoterapia integrativa internazionale (IIPA). Nel 1998 si è laureata in psicologia presso l’Università di Lubiana in Slovenia; nel 2004 ha completato il suo master specialistico in psicologia clinica e nel 2017 ha completato il dottorato in psicologia. Durante il suo dottorato ha svolto ricerche sui fattori che facilitano e ostacolano la supervisione di psicoterapia.

Ha lavorato inizialmente come psicologa in un carcere e successivamente ha svolto il suo lavoro per cinque anni all’ospedale psichiatrico di Lubiana presso il centro per il trattamento delle tossicodipendenze. Nel 2004 ha fondato a Lubiana con suo marito Gregor l’Istituto per la Psicoterapia e il Counselling Integrativi ed è attualmente co-direttore dell’Istituto. Masa conduce la formazione in psicoterapia integrativa, e la formazione nella supervisione relazionale integrativa e svolge sia psicoterapia che supervisioni. Insegna, inoltre, psicoterapia integrativa presso l’Università di Lubiana (Facoltà di Scienze dell’Educazione, programma di Arte Terapia) e presso scuole di psicoterapia all’estero.

Masa è, inoltre, ricercatrice. Oltre a condurre il dottorato di ricerca sulla supervisione, ha sviluppato strumenti psicodiagnostici per misurare le relazioni (Test figurato della separazione e individuazione). Con suo marito ha adottato svariati strumenti diagnostici stranieri adattandoli alle esigenze slovene.

 

Come sei giunta ad intraprendere questa carriera?

Ancor prima di iniziare gli studi di psicologia a diciannove anni, sapevo di voler diventare una psicoterapeuta. Penso che il film di Woody Allen, nel quale lui si trova sdraiato sul divano dello psicoanalista, mi abbia ispirato. Durante i miei studi di psicologia, pertanto, poco più che ventenne frequentavo già workshops di psicoterapia, che venivano organizzati a quel tempo in Slovenia. Dopo i miei studi ho ottenuto un lavoro nel carcere e poi presso il dipartimento psichiatrico per il trattamento delle tossicodipendenze, dove ho avuto l’opportunità di fare psicoterapia. A quel tempo ho fatto il training in diverse scuole di psicoterapia. Nel 1999 Richard ha condotto il workshop pre-congressuale a Vienna (al Secondo Congresso Mondiale di Psicoterapia). Non ho capito molto quando spiegava la teoria dei metodi integrativi relazionali. Quando ho visto Richard svolgere il lavoro terapeutico con un volontario, ho provato apprezzamento in tutto il mio corpo ed ho detto tra me e me: “Sì, è questo! Questo è il modo in cui voglio lavorare: delicatamente e in profondità”.

 

Cosa ti è piaciuto maggiormente del lavoro di psicoterapeuta?

Penso che quel che mi piace maggiormente è quando si istaura un contatto profondo tra me ed il cliente. Il contatto quando posso sentire e vedere l’anima del cliente attraverso i suoi occhi e contestualmente percepirmi umile e completa. I momenti che Buber chiamerebbe gli “incontri Io-Tu”. Apprezzo anche moltissimo quando posso constatare che i miei clienti stanno meglio.

 

Nominami un paio di persone che sono state influenti nel tuo approccio alla terapia

I docenti più importanti per me sono stati Richard Erskine, Ken Evans, Joana Hewitt Evans e il mio supervisore sloveno Branco Franzl. Oltre a loro, sono stata molto influenzata da Leslie Greenberg e Dianna Fosha. Ho apprezzato tantissimo le conoscenze che ho appreso da Jeremy Safran e Christopher Muran; ho imparato da entrambi attraverso i libri e i video, ma non li ho mai incontrati di persona.

 

Dimmi una cosa che la maggior parte della gente non conosce di te

La gente potrebbe non sapere, nonostante mi piaccia parlarne, che faccio un sacco di cose al di fuori della mia vita professionale. Mi diverto a trascorrere del tempo con i miei figli adolescenti. Mi piace esplorare culture differenti e conoscerle attraverso i viaggi. Mi piace ballare; ho, infatti, frequentato per otto anni una scuola di danze orientali settimanalmente. Frequento regolarmente la palestra e adoro andare in montagna e nuotare o cenare al mare durante l’estate. Non potrei vivere senza libri. Leggo per lo più romanzi, enciclopedie e storie socio-politiche.

Da giovane ho cantato molto: sono stata in un gruppo musicale composto da dodici giovani donne e nel 1994 abbiamo registrato un CD con le nostre canzoni. Molto probabilmente la maggior parte della gente non conosce molto del lato oscuro che possiedo.

 

In che modo essere una terapeuta ha influenzato le tue relazioni?

In che modo la formazione della IIPA ti ha cambiata come persona?

Penso di poter rispondere ad entrambe le domande contestualmente.

Sia la formazione che il lavoro di psicoterapia con le supervisioni mi hanno permesso di conoscermi meglio e di comprendere maggiormente sia le persone che le relazioni. Ho affinato il mio senso del sé e degli altri; riesco a percepire molto bene l’ambiente, l’atmosfera tra me e gli altri e riesco a essere consapevole di questo e sovente so come reagire. Ci sono delle eccezioni, ma con l’ausilio delle mie conoscenze e della mia consapevolezza crescente, la mia vita e le mie relazioni sono qualitativamente migliori, più appaganti e più semplici.

Traduzione di Laura Viterale

 

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