Jose Manuel Martínez, dalla Spagna

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Jose Manuel Martínez, dalla Spagna

By |2020-03-22T19:42:16+01:0022 Marzo, 2020|Membro del Mese|0 Comments

José Manuel Martínez, M.D., è uno Psichiatra, Formatore e Supervisore Internazionale di Psicoterapia Integrativa (I.I.P.A.), Formatore e Supervisore di Analisi Transazionale (E.A.T.A.-I.T.A.A.) e Psicodrammatista. Ha lavorato per molti anni come Professore Associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Psichiatria della Facoltà di Medicina dell'Università di Valladolid. Lavora con bambini, adolescenti e adulti ed è Direttore dell'Istituto di Analisi Transazionale e Psicoterapia Integrativa (IATPI) a Valladolid, in Spagna. Ha pubblicato 45 articoli su riviste specializzate e 65 capitoli in diversi libri di Medicina, Psichiatria e Psicoterapia.

 

Come sei arrivato a questa professione?

Apprezzo la nomina a membro del mese dell'IIPA. È un onore per me ricevere questo riconoscimento in questo momento della mia vita, in un momento in cui, dopo il mio pensionamento, mi guardo indietro e rivaluto la mia vita. Ho iniziato a studiare Medicina a Valladolid, ancora adolescente, entusiasta di conoscere i misteri della vita, della morte, dell'anima e del comportamento umano. Dopo 40 anni di vita professionale, contemplo con amore l'adolescente curioso, pieno di vitalità ed entusiasmo, che voleva trovare insegnanti per soddisfare i suoi bisogni. Durante i miei studi medici sono stato impattato dai miei professori di Psicologia e Psichiatria, che avevano una visione non convenzionale della vita. Durante la mia formazione come psichiatra, per il mio bisogno di definizione personale sono diventato un difensore attivo della psicoterapia in un mondo dominato dalla psichiatria biologica. La mia tesi di dottorato mi aveva fatto conoscere il mondo della scienza e della metodologia scientifica. I miei primi insegnanti e le mie letture, d'altra parte, mi avevano rivelato il mondo della psicoterapia e dell'inconscio. Sentivo di poter vedere i punti di forza e di debolezza dei due mondi, quello della psichiatria biologica e quello della psicoterapia. Una posizione difficile dal momento che sentivo di avere un piede su entrambe le sponde. In un certo senso, questa posizione mi era nota e l'ho vissuta come qualcuno che è invitato a prendere parte ad entrambi i fronti di un conflitto e non vuole schierarsi per il rischio di perdere il senso di appartenenza. Non è stato facile, tuttavia, difendere l'utilità della psicoterapia, basandomi più sulle mie convinzioni personali e sulla mia fede che sull'esperienza. La presenza di insegnanti come Fernando Leal, Fernando Colina, Concha de Diego, Roberto de Inocencio, Marco Mazzetti, Rosemary Napper e Richard Erskine, tra gli altri, mi hanno permesso di esplorare il mio percorso nel mondo della psicoterapia e integrare le mie conoscenze teoriche con l'esperienza con molti clienti, sessione dopo sessione, ora dopo ora. Ci sono stati molti momenti di esitazione e di stanchezza durante quel periodo, che ora capisco erano dovuti alla mancanza del supporto necessario che poco a poco stavo ricevendo.

 

Qual è l'aspetto più importante dell'essere uno psicoterapeuta integrativo relazionale?

 Sono grato a tutte le persone con cui ho avuto la fortuna di lavorare nella speranza condivisa di una vita migliore e più felice. Guardando indietro, mi rendo conto di aver trascorso buona parte della mia vita ascoltando e condividendo esperienze di ogni tipo. Nell'atmosfera intima che si crea nell'incontro tra due esseri umani aperti l'uno all'altro. In quella situazione unica in cui si incontrano speranza e onestà. Questo credo che mi abbia reso migliore in diversi sensi. Sono grato per la fiducia che i miei clienti hanno riposto in me, mi sento privilegiato per questo, ricco di interesse e di contatto reciproco. Ora sono in grado di apprezzare le sfumature e i colori in quelle situazioni che continuano a essere presentate come un film in bianco e nero. Ringrazio i miei clienti per l'opportunità che mi hanno dato di essere migliore, di conoscermi meglio, di essere più paziente e più realistico, di conformarmi a ciò che ho e di poter dire addio alle grandiose fantasie volte a compensare il mio sentimento di fragilità e vulnerabilità.

 

Dimmi una cosa che molte persone possono non sapere di te.

 Mi piace molto l'arte, la pittura, il teatro e soprattutto la musica. In questi anni, grazie alla mia pratica professionale e alla mia terapia personale sono riuscito a concedermi tempo e spazio sufficiente, nella mia vita, e nelle mie relazioni, per essere in grado di sentire me stesso e connettermi con i desideri e i bisogni che sorgono alla mia età attuale. L'arte fa ora parte delle mie attività quotidiane. Suono il piano quasi ogni giorno e anche la chitarra classica ed elettrica. La vita ha ora per me colori e trame che mi fanno ringraziare la natura, i miei amici e la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, il mio cane, i miei colleghi e la comunità di psicoterapeuti integrativi, e l'IIPA per esistere ed essere lì, dove ne avevo bisogno e dove ancora ho bisogno di loro.

 

Traduzione di Michele D’Errico

 

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